Una donna e la figlia, coinvolte nella telefonata diventata virale su WhatsApp nella quale si paventava il rischio di un imminente attentato a Roma, si sono presentate spontaneamente venerdì sera, intorno alle 22, negli uffici della Polizia Postale di viale Trastevere, per chiarire la vicenda che, secondo lo stesso premier Matteo Renzi, poteva qualificarsi come
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Truffe con documenti identità falsi: nomi rubati da archivio medico Asl
Erano riusciti ad arrivare all'archivio informatico di un medico di base del quartiere Tuscolano a Roma e avevano estrapolato i dati anagrafici di decine e decine di persone assistite dall'Inps. Le loro generalità venivano quindi clonate e riportate su false carte di identità utilizzate dai truffatori per l'apertura di rapporti di conto corrente, per la costituzione di società commerciali fittizie, per l'acquisto di veicoli di lusso, di materiali informatici e di altri generi di consumo. Infine i dati falsi sono stati usati anche per l'attivazione di decine e decine di utenze telefoniche, per accedere alle promozioni dei vari gestori di telefonia e ottenere costosissimi cellulari Iphone mai pagati. I tre responsabili della truffa, due disoccupati residenti a Pisoniano (Roma) e un sedicente commercialista residente a Orte (Viterbo), sono stati arrestati dopo circa due anni di indagini, dal personale del Compartimento della Polizia Postale e Comunicazione di Roma. Altre due persone sono state denunciate. Sono tutti accusati di associazione a delinquere finalizzata alla contraffazione di documenti di identità, falso documentale, truffa e sostituzione di persona.
Fonte: AdnKronos
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Arzignano: rubava identità per falsi contratti telefonici, arrestata
La polizia postale di Palermo ha arrestato Giovanna Menti, 30 anni, di Arzignano, per truffa, falso in atti pubblici e privati, sottrazione di corrispondenza e utilizzo illecito di carte di credito. La donna usava i dati personali di soggetti, ignari di tutto, e stipulava contratti per l'attivazione di servizi telefonici e internet appropriandosi, poi, di cellulari, pc e smartphone destinati ai falsi contraenti. Sarebbe riuscita a ingannare anche gli uffici delle Agenzie delle Entrate presso cui attivava le partite Iva con le quali stipulava contratti.
Fonte: ANSA
Permalink: http://www.ansa.it/web/notizie/regioni/veneto/2011/12/07/visualizza_new.html_8496829.
Fonte: ANSA
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