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Operazione contro pedopornografia: foto di neonati torturati e violentati

Una rete occulta (deep web), nascosta a tutti i più usati motori di ricerca, nella quale venivano scambiati foto e filmati pedopornografici di inaudite violenze - sessuali e torture - anche su neonati. E' l'oggetto della delicata indagine della polizia postale della Campania che ha portato a dieci arresti e perquisizioni in tutta Italia, con la scoperta di un archivio enorme di files, circa 5 milioni, che contengono immagini di piccole vittime di pedofili che hanno sgomentato persino gli agenti sotto copertura che hanno partecipato a una inchiesta delicata. Utilizzate tecnologie sofisticate di ultima generazione nell'operazione "Nessun dorma", che ha scoperto una rete con una struttura capillare e piramidale e ferree regole per diventarne componenti. Il materiale messo a disposizione di quelli che la Procura di Salerno definisce adepti era diviso in sezioni. La soft, con immagini e filmati di bimbi nudi; la hard, con bimbi violentati; la hurt, con violenze e torture. C'è poi la death, con files che documentano l'apparente uccisione delle piccole vittime. L'avvio dell'indagine a febbraio scorso, quando una ragazza salernitana denunciò di aver trovato sul proprio pc documentazione pedofila dopo aver scaricato da e-mule canzoni di Edith Piaf.

Via: AGI

Pedopornografia: operazione Fabulinus, 6 arresti in tutta Italia

La polizia postale di Palermo sta eseguendo in tutta Italia un'operazione contro la pedopornografia online, nell'ambito della quale sono state effettuate più di trenta perquisizioni locali e informatiche, che ha già portato a sei arresti e 31 denunce per detenzione di materiale pedopornografico. Durante le perquisizioni sono stati sequestrati numerosi computer, cellulari, video-camere, macchine fotografiche e migliaia di supporti informatici. Sono tredici le regioni che sono state interessate dai blitz delle forze dell'ordine, alcune centinaia gli agenti impegnati dall'alba nell'operazione chiamata Fabulinus, condotta con la supervisione della Postale di Roma in Calabria, Campania, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Lombardia, Marche, Piemonte, Sicilia, Toscana, Veneto e Puglia. L'operazione è arrivata dopo un anno e mezzo di indagini: gli specialisti della Postale hanno individuato una rete di persone che, tramite il network eDonkey e il programma emule diffondevano e scaricavano materiale pedopornografico che consisteva in video raccapriccianti e immagini a carattere sessuale di bambini in tenera età.

Via: TG Com

Operazione contro pedopornografia online: un arresto e 10 indagati

Perquisizioni domiciliari in nove regioni italiane eseguite dalla Polizia postale e delle comunicazioni nell'ambito di un'indagine coordinata dal sostituto procuratore di Palermo Carlo Lenzi e dal Servizio di Polizia postale di Roma, nei confronti di una rete di persone accusate di detenzione e diffusione su internet di video contenenti violenze sessuali su bambini. La perquisizione effettuata a Palermo ha portato all'arresto di un 54enne, di orgine sarda, celibe e autista, trovato in possesso di migliaia di file pedornografici, nonche' di moltissime fotografie delle vittime in tenerissima eta'. L'operazione, scattata in Sicilia, Emilia Romagna, Toscana, Liguria, Campania, Calabria, Lazio, Umbria e Veneto, e' l'esito di una complessa attivita' investigativa svolta dalla Polizia delle comunicazioni di Palermo, e ha preso lo spunto da alcune segnalazioni giunte dalla polizia tedesca. I successivi accertamenti compiuti in collaborazione con l'Interpol, hanno consentito di acquisire elementi di prova nei confronti di dieci indagati, probabili responsabili della diffusione di materiale pedofilo, attraverso programmi 'peer to peer', che, una volta installati, consentono lo scambio di file tra utenti anche molto distanti tra loro. La condivisione avveniva attraverso il network eDonkey e il programma emule, software applicativo disponbile liberamente su internet. Sequestrati numerosi computer, cellulari, videocamere, macchine fotografiche e migliaia di supporti informatici.

Fonte: AGI

Spiava nei bagni con la webcam e condivideva su emule, arrestato

Una webcam nella toilette del posto di lavoro e i video poi andavano su internet tramite il noto software “eMule”, consentendone la visione a chiunque. È quanto metteva in pratica regolarmente un uomo di 43 anni di Villa San Giovanni, arrestato dalla Polizia Postale di Reggio Calabria. B.F. si è reso responsabile dei reati di detenzione di materiale pornografico,
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