Visualizzazione post con etichetta Polizia Postale Venezia. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Polizia Postale Venezia. Mostra tutti i post

Sextortion, minore segnala con YouPol: arrestato adescatore online

La Squadra Mobile di Padova, unitamente agli operatori del Compartimento della Polizia Postale di Venezia e della Sezione di Padova, ha tratto in arresto un 20enne pakistano, reo di avere adescato una adolescente padovana sul noto portale Instagram. L'attività di indagine è partita da una segnalazione che la ragazza, quindicenne italiana, ha effettuato attraverso

Truffe, vendeva su internet smartphone inesistenti: oltre 250 vittime

Sono oltre 250 gli utenti della rete raggirati dal 40enne leccese denunciato dalla Polizia Postale e delle Comunicazioni, che nell'arco di soli due anni aveva accumulato un illecito guadagno di oltre 80.000 euro. Tutto parte dalla denuncia presentata presso il Compartimento Polizia Postale e delle Comunicazioni di Venezia da un cittadino a seguito della mancata consegna di

Hacker, servizi a pagamento per violare WhatsApp e FB: 2 denunce

La Polizia Postale, dopo tre mesi di accurate indagini, ha individuato e denunciato due hacker che offrivano le proprie prestazioni a pagamento sul sito www.cercohacker.com. Gli uomini dei Compartimenti di Venezia, supportati dai colleghi di Trento e Firenze, e coordinati dal Servizio Polizia Postale e delle Comunicazioni, hanno eseguito decreti di perquisizione a carico

Truffe, 49 siti e-commerce fittizi per false vendite hi-tech: 10 arresti

Gli uomini del Compartimento Polizia Postale e delle Comunicazioni di Milano hanno eseguito un'ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di 10 cittadini rumeni, ritenuti appartenenti ad un'organizzazione criminale transnazionale finalizzata alle truffe online, utilizzo indebito di carte di credito, falsificazione di documenti, sostituzione di persona e furto di

Pedopornografia: sgominata rete internazionale pedofili, 26 denunce

Decine di pedofili in giro per il mondo, in rete tra loro grazie a falsi profili sui social network con i quali loro stessi si spacciavano per bambini, riconoscendosi e scambiandosi materiale pedopornografico. Li ha individuati il compartimento Polizia postale e delle Comunicazioni di Venezia, con il coordinamento del Centro nazionale per il contrasto alla
Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...