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Frodi, catturato il re delle truffe informatiche: era ricercato dal 2014

Con un'operazione interforze chiamata "Prova a prendermi 3.0" è terminata nei pressi di Fiumicino (alle porte di Roma), la latitanza di G. S., 37 anni, originario della provincia di Cosenza, considerato il "re delle truffe online", tanto da aver collezionato negli anni numerose condanne definitive, anche per il reato di associazione per

Truffe, vendeva su internet smartphone inesistenti: oltre 250 vittime

Sono oltre 250 gli utenti della rete raggirati dal 40enne leccese denunciato dalla Polizia Postale e delle Comunicazioni, che nell'arco di soli due anni aveva accumulato un illecito guadagno di oltre 80.000 euro. Tutto parte dalla denuncia presentata presso il Compartimento Polizia Postale e delle Comunicazioni di Venezia da un cittadino a seguito della mancata consegna di

Wangiri, truffa telefonica: attenzione alle chiamate con prefisso 373

L'ultima truffa telefonica si chiama "Wangiri" o "PingCall". L'allarme lo ha lanciato, con una nota postata nella propria pagina Facebook, la Questura di Vicenza. Tutto comincia con una chiamata sul proprio cellulare proveniente da un numero sconosciuto che con tutta probabilità comincia con il prefisso 373, ovvero quello della Moldavia. La chiamata dura poco più di uno

Truffe: Polizia Postale Pordenone, attenzione ad acquisti su Internet

La Polizia Postale e delle Comunicazioni di Pordenone informa che, recentemente, ha ricevuto numerose segnalazioni da parte di cittadini che hanno subito truffe, a seguito di acquisti tramite Internet di autoveicoli, ciclomotori e mezzi agricoli. In particolare i truffatori tramite bonifici su conti correnti sedenti in Paesi della Comunità Europea riuscivano a farsi anticipare consistenti somme di denaro

Phishing da false email Yahoo! rimandano a pagina di login fraudolenta

Dopo quella segnalata a fine Luglio 2012 sono ancora gli utenti del servizio di posta elettronica Yahoo! ad essere nel mirino dei criminali informatici. Alcuni utenti stanno ricevendo dei falsi messaggi e-mail da un presunto mittente noreply-alert@yahoo.com con allegato un link che rimanda ad una falsa pagina di login. Le mail sembrano infatti inviate proprio dal gestore

Vendeva finte vacanze online, denunciata una cinquantenne nel Sannio

Una truffa telematica, messa a segno da una 50enne residente nel tarantino, in danno di alcuni cittadini sanniti, è stata scoperta dalla polizia postale di Benevento. Le indagini hanno preso il via durante l'estate quando diversi utenti si sono recati negli uffici della Polizia Postale lamentando di esser stati truffati da ignoti con l'affitto di appartamenti, in realtà indisponibili, in località balneari del Salento. Il modus operandi della truffatrice era sempre lo stesso: inseriva annunci di 'affitto appartamento' corredati da foto estratte da Google Maps su alcuni siti internet specializzati, aspettava di essere contattata via mail o su un'utenza cellulare dai potenziali locatari, contrattava il prezzo di affitto e chiedeva immediatamente una caparra per bloccare l'appartamento. La modalità di pagamento dell'anticipo richiesto dalla donna era sempre "il vaglia veloce" o una "ricarica poste-pay". Una volta incassate le caparre, la locataria continuava a rendersi disponibile con i truffati fino al giorno della vacanza, quando i malcapitati giunti sul posto scoprivano che gli "appartamenti in affitto" erano in realtà di proprietà o in uso ad altre persone. Lo stratagemma aveva consentito alla donna di raggranellare una decina di migliaia di euro in poche settimane.

Via: ANSA
Foto dal web

Documenti falsi per ottenere pensioni invalidità, arrestato impiegato Inps

Un impiegato dell'Inps è stato arrestato dalla Polizia Postale e delle Comunicazioni di Catania con l'accusa di aver truccato i documenti per far ottenere pensioni di invalidità a tre persone che non ne avevano diritto e che sono indagate a piede libero. L'uomo, di cui non è stata resa nota l'identità, ha 48 anni ed era in servizio nella sede del'Istituto previdenziale a Catania ma i fatti che gli vengono contestati riguardano il periodo in cui ha lavorato a Messina. Accesso abusivo a sistema informatico, falso e tentata truffa aggravata in concorso sono i reati contestati dal Gip di Messina che ha emesso un'ordinanza di custodia agli arresti domiciliari, notificata al funzionario dalla Polizia postale e delle comunicazioni di Catania.

Fonte: AGI

Attenzione alla truffa del virus Siae che blocca pc ed estorce denaro

La Società Italiana degli Autori ed Editori mette in guardia gli utenti della Rete sulla diffusione di un virus informatico che blocca il computer facendo comparire una schermata con una richiesta di pagamento da parte della SIAE. Ovviamente la SIAE non ha nulla a che vedere con questa truffa. "Stanno arrivando al centralino della SIAE telefonate da più parti d’Italia - spiega la SIAE in una nota - che segnalano la circolazione in rete di un virus che blocca i computer e fa apparire un avviso con una richiesta di pagamento da parte della SIAE, con tanto di logo. Mai e in nessun modo la SIAE utilizza o potrebbe utilizzare sistemi di blocco dei computer degli utenti per fare richieste di pagamento. Per contrastare l’ulteriore diffusione del virus sono state allertate le forze dell’ordine competenti." Si tratta di un malware del tipo ransomware che nei computer degli utenti, ne impedisce l’utilizzo e chiede soldi per sbloccarlo. In passato una infezione del tutto simile si è presentata all’utenza italiana mostrando, invece del logo SIAE, il logo della Polizia di Stato. Il fenomeno conosciuto tra gli addetti ai lavori era stato segnalato per la prima volta dalla Guardia di Finanza.

Via: SIAE

Codici di accesso Mediaset e Sky a un costo minore, 39 indagati

Vedere a prezzo ridotto Sky o Mediaset era possibile. Attraverso una procedura di violazione dei codici che è stata scoperta dalla polizia delle comunicazioni, sono stati eseguiti 39 provvedimenti di perquisizione a carico di altrettante persone, indagate per truffa informatica e violazione della normativa sul diritto d'autore. Gli indagati, 28 residenti nel Lazio, 7 in Sicilia, 3 in Piemonte e 1 in Emilia Romagna, sono tutti professionisti, titolari di esercizi commerciali e aziende ed operatori di settore. Il metodo usato per truffare era quello del "card sharing" che consente l'illecita condivisione tra più soggetti del segnale legittimamente destinato ad un solo utente, che paga regolarmente il canone. In particolare gli indagati, sfruttando software e apparecchiature idonee, violavano i sistemi di decodifica dei prodotti televisivi offerti a pagamento dai maggiori distributori (tra cui Sky e Mediaset), e via Internet davano i codici di accesso ai diversi "pacchetti". In questa maniera consentivano la visione abusiva a numerosi utenti della Rete, che per tali servizi pagavano ai truffatori prezzi più bassi di un legittimo canone di abbonamento. In alcuni casi, in alternativa al software, venivano venduti decoder già configurati che permettevano la visione di programmi ad accesso condizionato. In questo modo solo il titolare della tessera pagava regolarmente l'abbonamento e tutti gli altri che usavano i suoi stessi codici potevano vedere gratis i programmi. O meglio pagavano un canone a prezzo inferiore a quello ufficiale. Tra i prodotti televisivi più richiesti ed oggetto del mercato illegale parallelo c'erano eventi sportivi, reality show, e cinema in HD. Le perquisizioni e i sequestri effettuati di materiale informatico e cartaceo, hanno permesso di ricostruire i tasselli di un sistema piramidale ed di aprire orizzonti internazionali alle indagini. L'operazione si colloca, come sostengono i poliziotti della Postale, come prima risposta delle forze dell'ordine ad un fenomeno in fase di evoluzione.

Source: Polizia di Stato
Permalink: http://www.poliziadistato.it/articolo/view/23803/

Truffa online con la postepay del padre, denunciato minorenne

Poteva essere uno dei tanti casi di truffa online trattati quotidianamente dalla Polizia Postale se non fosse che questa volta il truffatore, un ragazzo di 17 anni, ha rischiato di mettere nei guai il padre utilizzando la postepay a lui intestata. E la Polizia coglie l'occasione lanciare un appello ai genitori dei numerosi giovani utenti del web ad attenzionare maggiormente i figli che si interfacciano con internet. Tutto è iniziato dalla denuncia presentata da una 50enne di Cossato presso gli uffici della Polizia Postale di Biella lo scorso gennaio. La donna raccontava che qualche tempo prima, volendo fare un regalo di compleanno al figlio, su un sito di acquisti online trovava l'annuncio di vendita di una playstation 3 al prezzo di 180 euro, apparecchio praticamente nuovo in quanto utilizzato soltanto per un mese. Dopo uno scambio di mail per concludere l'accordo, la signora si recava all'ufficio postale di Cossato per versare i 180 euro sulla postepay indicato dal venditore. Dopo il pagamento passavano i giorni e le settimane ma della playstation neanche l'ombra e la donna decideva quindi di rivolgersi alla Polizia. Gli investigatori della Postale si mettevano a lavoro accertando come la postepay del venditore fosse intestata ad un 50enne della provincia di Bergamo. La Polizia Postale di Biella investiva quindi della questione i colleghi bergamaschi che interrogando il sospetto truffatore scoprivano che sebbene la postepay fosse a suo nome, di fatto era in uso al figlio 17enne che la utilizzava normalmente per acquisti e vendite sul web. Le brutte sorprese per il padre non erano però finite: più che per la truffa di per sé l'uomo rimaneva incredulo nell'apprendere che la playstation 3 messa in vendita su internet era quella che aveva regalato al figlio appena un mese prima per natale. Rimessi gli atti alla Polposta biellese e conclusi gli accertamenti, quest'ultima denunciava il 17enne per truffa. Un caso del genere non è però isolato e la Sezione Polizia Postale di Biella coglie l'occasione per invitare le famiglie a seguire maggiormente i figli che quotidianamente utilizzano internet: comportamenti che possono all'apparenza sembrare poco più che goliardate in realtà conducono a delle conseguenze penali in grado di incidere sulla crescita sociale ed ingresso nel mondo del lavoro dei giovani.

Source: Polizia di Stato
Permalink: http://www.poliziadistato.it/articolo/view/23713/

Truffa informatica ai danni dello zio, denunciato diciottenne

La Squadra di Polizia Giudiziaria della Sezione Polizia Postale e delle Comunicazioni di Benevento, al Comando del Sostituto Commissario della Polizia di Stato Giovanni De Lucia, ha deferito in stato di libertà un giovane diciottenne residente in provincia di Benevento per il reato di frode informatica. Il ragazzo, un vero e proprio “genietto dell’informatica”, qualche mese fa si era offerto di realizzare un sito internet al proprio omonimo zio, residente a pochi metri dall’abitazione del giovane, al fine di pubblicizzare in rete l’attività commerciale dell’uomo. Durante la realizzazione del sito però, il giovane aveva pensato di istallare un programma spia nel computer dello zio in grado di registrare password e dati personali dell’uomo.

Soure: Il Sannita
Read more: http://www.ilsannita.it/20113008-74362-polizia-postale-truffa-informatica-ai-danni-dello-zio-denunciato-18enne/
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